5 enti si spartiscono il BUSINESS DEI RIMPATRI

(Genova)ore 15:08:00 del 09/06/2017 - Categoria: , Denunce, Sociale

5 enti si spartiscono il BUSINESS DEI RIMPATRI

Le procedura dei rimpatri è complessa. E spesso inefficace. Che siano migranti economici, richiedenti asilo, rifugiati, immigrati con protezione sussidiaria o tutelati da protezione internazionale non fa differenza

Le procedura dei rimpatri è complessa. E spesso inefficace. Che siano migranti economici, richiedenti asilo, rifugiati, immigrati con protezione sussidiaria o tutelati da protezione internazionale non fa differenza.

A tutti viene proposta la possibilità di essere rimpatriati e tornare a casa loro. C’è un’apposita metodica alla base: si chiama rimpatrio volontario assistito (Rva) ed è una procedura costosa da mettere in piedi, macchinosa da gestire e che porta risultati assai limitati. Per dirla con i numeri, stando alle ultime cifre pubblicate sul portale del ministero dell’Interno, troviamo che nel 2008 sono stati erogati quasi 10 milioni di euro per rimpatriare volontariamente 228 persone e reintegrarne altre 176 nei paesi d’origine. Nel 2008 il Viminale parlava di start up. Ora ci riprova assegnando altre risorse a organizzazioni umanitarie e no profit. Sono stati impegnati fino al 2018 complessivamente 11.619.910 di euro distribuiti a cinque diversi beneficiari. Alcuni di enorme rilevanza sociale.

Al Cir, il Consiglio italiano per i rifugiati, vanno 1.079.988 euro per rimpatriare 270 migranti e reintegrarli nel loro luogo di origine. Vanto del Cir è il presidente, Roberto Zaccaria, alla guida della Rai dal 1998 al 2002. Altro punto di forza dell’organizzazione è la sede: 300 metri quadri circa in via del Velabro in un palazzetto del 500 a lato del Campidoglio per il quali il canone di locazione mensile è di 1.125 euro. L’immobile è stato consegnato al Cir con un’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Rutelli nel 1997 e inaugurato alla presenza dell’allora ministro dell’Interno Giorgio Napolitano. Un’altra realtà scelta dal ministero dell’Interno per occuparsi di rimpatri è l’Oim, Organizzazione internazionale per le migrazioni, che riceve 8 milioni di euro per un progetto di consulenza individuale, trasferimento, copertura dei costi di viaggio e benefit di prima sistemazione. Non risulta però quanti migranti sono stati assistiti e né quanti, di qui al 2018, lo saranno. Anche l’Oim vanta da ottobre scorso una sede prestigiosa: Casale Strozzi al Trionfale. A oggi la commissione demaniale, di concerto con il Mibact, ancora non ha stabilito la locazione da richiedere all’organizzazione che ha anticipato 700 mila euro per la ristrutturazione.

Un’altra fetta di rimpatri se l’aggiudica il Cies, Centro di informazione educazione allo sviluppo leader nell’interpretariato e mediazione culturale. La onlus presieduta da Elisabetta Melandri, sorella dell’ex ministro Giovanna e presidente del Maxxi, per 939.922 euro dovrà rimpatriare 270 immigrati. Una vicenda un po’ diversa dalle precedenti è quella che investe il comune di Giugliano in Campania che si è aggiudicato 800.000 euro per mettere in piedi il progetto Back Home. Questo programma però è stato affidato all’Arcinapoli ma sul sito del comune di Giugliano non c’è traccia alcuna dell’affidamento all’associazione partenopea. Anzi a tenere la bocca cucita sull’argomento è proprio il capo staff del sindaco: Guido Mariniello. Invece parlando con l’Arci viene fuori che «si stanno organizzando per sistemare». Parole che lasciano un po’ perplessi considerando che a oggi l’unico rimpatrio di cui si ha certezza è quello che hanno postato sulla pagina Facebook di un immigrato tornato in Burkina Faso il 2 marzo scorso. Tra costoro a voler scendere invece nei dettagli del lavoro portato avanti rimane solo il Gus, Gruppo umana solidarietà. Sede a Macerata. Giovanni Lattanzi, coordinatore nazionale della onlus spiega che con gli 800 mila euro assegnati hanno già rimpatriato 25 migranti, e ne hanno altrettanti 25 in carico. «Siamo fiduciosi che riusciremo a portarne a casa tutti i 200 che ci siamo prefissati. Certo serve una campagna di comunicazione per fa conoscere i progetti».

Ed ecco che il ministero dell’Interno accontenta anche chi chiede più comunicazione: ben 868.000 euro a chi presenterà un programma credibile, della durata di 4 mesi, per la divulgazione del programma rimpatri.

Da: QUI

Autore: Luca

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