250mila giovani via in 10 anni dall'Italia: quanto ci costa?

(Pisa)ore 09:38:00 del 11/10/2019 - Categoria: , Denunce, Lavoro

250mila giovani via in 10 anni dall'Italia: quanto ci costa?

Presentato a Palazzo Chigi il nono Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione: quasi un quinto di queste persone viene dalla Lombardia (18,3%)

250 MILA GIOVANI EMIGRATI IN 10 ANNI - Duecentocinquantamila giovani sono andati via in dieci anni dall’Italia. Hanno deciso di trasferirsi all’estero soprattutto per motivi di lavoro, perché in Italia ci sono “scarse opportunità occupazionali”. È la fotografia che emerge dal “Rapporto 2019 sull'economia dell'immigrazione" della fondazione Leone Moressa, presentato oggi a Roma. Dal rapporto viene fuori che in quasi dieci anni sono cinquecentomila gli italiani che hanno scelto di lasciare il proprio Paese, di cui la metà giovani di età compresa tra i quindici e i trentaquattro anni. Secondo i calcoli della Fondazione, la fuga all’estero di questi duecentocinquantamila giovani è costata 16 miliardi di euro, oltre un punto percentuale di Pil. Questo il valore aggiunto che i giovani emigrati potrebbero realizzare se occupati in Italia.

250 MILA GIOVANI EMIGRATI IN 10 ANNI - Perché i giovani italiani se ne vanno dall’Italia? Tra le cause dell'esodo dall'Italia emerge che il lavoro è il motivo prevalente dell’emigrazione. Ci sono, appunto, “scarse opportunità occupazionali”. L’Italia registra infatti il tasso di occupazione più basso d'Europa nella fascia 25-29 anni: il 54,6 percento contro una media Ue del 75 percento. Nella stessa fascia d'età anche il tasso di Neet (ovvero quanti non studiano né lavorano) è il più alto d'Europa, del 30,9 percento a fronte di una media Ue del 17.1 percento. Non facciamo una bella figura con i coetanei europei neppure nel campo dell’istruzione: il livello di istruzione dei giovani italiani è definito “molto basso”. Nella fascia d’età tra i venticinque e i ventinove anni “solo il 27,6 percento è laureato, quasi 12 punti in meno rispetto alla media europea”.

250 MILA GIOVANI EMIGRATI IN 10 ANNI - È il paese più anziano d’Europa
Considerando anche la denatalità e l’allungamento della speranza di vita, il paese si ritrova a essere quello più anziano d’Europa, con ripercussioni sociali ed economiche di una certa entità. Secondo le stime Eurostat, da qui al 2050 l’Italia potrebbe perdere tra i 2 e i 10 milioni di abitanti, mentre gli anziani aumenterebbero di circa 6 milioni, arrivando a rappresentare oltre un terzo della popolazione (dall’attuale 22,4%, rappresenterebbero tra il 33,8% e il 37,9% nel 2050).

Lavoro motivo prevalente dell’emigrazione
Dall’analisi del tasso di occupazione (15-24 anni) emerge che il lavoro è il motivo prevalente dell’emigrazione. Se in Italia il tasso di occupazione dei giovani italiani si attesta al 16,9%, tra i giovani italiani all’estero sale al 50,8% (nel restante 50% sono inclusi anche gli studenti, sicuramente numerosi in quella fascia d’età).

I giovani partono da Lombardia, Sicilia e Veneto
Per quanto riguarda le regioni di provenienza, quasi un quinto dei giovani che hanno lasciato l’Italia negli ultimi dieci anni viene dalla Lombardia (18,3%). Seguono Sicilia, Veneto e Lazio, con oltre 20 mila emigrati ciascuno. Da notare che questo dato comprende solo i giovani emigrati all’estero e non le migrazioni “interne”, da Sud a Nord. In rapporto alla popolazione giovanile residente, negli ultimi dieci anni hanno lasciato l’Italia circa 20 giovani ogni 1.000 residenti della stessa fascia d’età. I picchi massimi in Trentino Alto Adige (38,2) e Friuli Venezia Giulia (28,7%), su cui probabilmente incide la posizione di confine. Sopra la media anche altre regioni del Nord come Lombardia, Veneto e Liguria. Come detto, per le regioni del Sud questo dato è probabilmente “mascherato” dal fatto che molti giovani si sono trasferiti in altre regioni d'Italia, generalmente al Nord.

Autore: Alberto

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